Salta al contenuto
psicologo vicenza

psicologo vicenza

psicologo | psicoterapeuta | trainer | coach strategico

  • ABOUT
  • Servizi
    • Psicoterapia
      • Psicoterapeuta Ufficiale CTS
    • Consulenza
    • Coaching
    • Coordinamento Didattico Master
    • Ricerca
    • Supervisione clinica
    • Ipnosi strategica
  • Contatti
    • VICENZA
    • MONTECCHIO MAGGIORE
  • Problematiche trattate
    • Area clinica
      • Disturbi d’ansia
        • Disturbo da attacchi di panico con o senza agorafobia
        • Fobia specifica
        • Disturbo post traumatico da stress
        • Disturbo ossessivo e dubbio patologico
        • Disturbo ossessivo-compulsivo
        • Ipocondria, Patofobia e Dismorfofobia
        • Disturbo d’ansia generalizzata
        • Fobia sociale
      • Disordini alimentari
        • Anoressia
        • Bulimia
        • Sindrome da vomito o Vomiting
        • Binge eating
      • Depressione
      • Problemi dell’infanzia e dell’adolescenza
      • Disturbi sessuali
      • Problemi relazionali nei diversi contesti
      • Disturbi legati all’abuso di Internet
    • Area non clinica
  • Officine della Mente
  • FAQ
    • Durata del trattamento
    • Frequenza degli incontri
    • Quanto dura una seduta?
    • Mantenimento dei risultati
    • Terapia solo sintomatica?
    • Consulenza breve o psicoterapia?
    • Quando la persona che presenta il problema non vuole rivolgersi allo specialista?
    • Terapia e farmaci
    • Terapia indiretta per i bambini
    • Problemi di coppia solo in coppia?
    • Storia dell’approccio strategico
  • NEWS

Categoria: psicologo

Pubblicato il 4 Maggio 201419 Febbraio 2022

ADONE E IL SUO COMPLESSO

La vigoressia e il doping negli adolescenti.

Recenti ricerche hanno evidenziato come sia diffuso l’uso di sostanze dopanti tra gli studenti per accrescere la loro muscolatura e migliorare la forma fisica.

Sembra si sia realizzato l’incontro tra la vulnerabilità psicologica tipica dell’adolescente,  l’ossessione per l’immagine del corpo veicolata dagli stereotipi culturali e la compulsione a raggiungere i livelli desiderati di muscolarità e magrezza ad un punto tale da portare alcuni di loro ad una marcata dipendenza dall’esercizio fisico (protratto per molte ore al giorno), unita ad un’attenzione eccessiva alla dieta ed una compromissione significativa della vita sociale, occupazionale e relazionale; e per i più sfortunati, anche  all’uso di sostanze illegali (in particolare steroidi anabolizzanti) per aiutarsi a superare i disagi provocati da un aspetto dismorfofobico.

bodybuilder11

La dismorfia muscolare o vigoressia, ovvero la  “preoccupazione cronica di non essere sufficientemente muscolati“.

I soggetti affetti da tale disturbo possono allenarsi per più di due ore al giorno, sacrificando importanti impegni sociali, e compromettendo talvolta la loro salute fisica.

La dismorfia muscolare colpisce in maniera spesso silente la popolazione sportiva, soprattutto maschile, “mimetizzandosi” nell’equazione di genere muscolarità=forza.

Ancora pochi sono gli studi condotti circa la diffusione di questa patologia sia sul territorio italiano che internazionale (Olivardia, 2001); si assume però che il 5% dei maschi che praticano il sollevamento pesi ne soffrano.

Il The Sydney Morning Herald ha pubblicato un articolo dove si denuncia come al Collegio Scozzese, nella zona est di Sydney, le proteine ​​in polvere vengano fornite addirittura dagli insegnanti agli atleti adolescenti nella palestra della scuola. Inoltre, uno sponsor del torneo di rugby della scuola è ‘Ultimate Sports Nutrition’, i cui prodotti includono gli anabolizzanti “hardcore”, sostituti del pasto e a base di creatina “per fornire guadagni esplosivi nella dimensione e nella forza muscolare”.

Anche se l’uso di steroidi sembra rimanere ancora non diffusissimo negli adolescenti, uno studio dell’Università di Sydney sull’immagine del corpo e l’aumento di peso dei ragazzi delle scuole superiori nel 2012, ha trovato che molti di loro stavano prendendo integratori legali, come polveri proteiche e pillole di aminoacidi.

Pur rimanendo pochi i casi confermati di uso di steroidi nei giovani studenti e sportivi, le stime della polizia australiana mettono in guardia tutti gli educatori parlando di dati “spaventosi”.

Per approfondire puoi leggere The Sydney Morning Herald e StateofMind.

Pubblicato il 29 Aprile 201419 Febbraio 2022

SE IL DENARO CRESCESSE SUGLI ALBERI, LO NOTERESTI?

Come è possibile guidare fino a casa senza avere memoria del viaggio? Siamo sicuri di averlo fatto. Ma non sappiamo come.

Stampa

Ira E. Hyman Jr., Benjamin A. Sarb and Breanne M. Wise-Swanson del Dipartimento di psicologia della Western Washington University di  Bellingham, hanno appena pubblicato un interessante progetto di ricerca: “Failure to see money on a tree: inattentional blindness for objects that guide behavior“.

Gli autori hanno cercato di capire se fosse veramente possibile guidare o camminare usando una sorta di “pilota automatico” (guida senza consapevolezza del mondo intorno a noi e degli ostacoli di fronte a noi) o se invece la spiegazione è che riusciamo a farlo consapevolmente ma ​ci dimentichiamo gli ostacoli rapidamente appena li abbiamo superati.

Questa ricerca sembra dimostrare che davvero usiamo un pilota automatico per guidare e camminare: siamo in grado di evitare gli ostacoli, ma non riusciamo a notare ciò che gli ostacoli fossero o addirittura che ci fossero ostacoli. Possiamo passare ed evitare qualcosa appeso proprio davanti alle nostre facce mentre camminiamo e non riuscire a notare che si trattava di soldi appesi ad un albero. Sì, le persone davvero non riescono a vedere i soldi proprio davanti ai loro occhi.

este_05164005_40160

I ricercatori della  Western Washington University hanno messo  degli ostacoli su alcuni dei sentieri del campus e hanno osservato gli studenti muoversi e passare tra questi oggetti. Ad esempio, hanno messo un cartello su un sentiero (annunciando un progetto di ricerca di psicologia in atto). Il cartello è stato posto in modo tale che la gente si dovesse spostare per evitare il segno.

La buona notizia è che la gente non ha camminato nell’area segnalata, nemmeno quelli che erano impegnati al telefono cellulare mentre camminavano. Quando è stato chiesto loro, pochi istanti dopo, se avessero superato degli ostacoli, solo poche persone però erano a conoscenza di aver evitato un cartello. Questo sembra dimostrare l’esistenza di quello che gli autori hanno definito come il “pilota automatico”: le persone sono in grado di evitare un oggetto mentre camminano o guidano, ma non hanno necessariamente la consapevolezza dell’oggetto. La loro mente era forse da qualche altra parte mentre il loro corpo ha continuato a muoversi nell’ambiente senza scontrarsi con le cose.

Una spiegazione alternativa, naturalmente, potrebbe essere che le persone dell’esperimento hanno semplicemente dimenticato l’oggetto evitato mentre camminavano appena dopo averlo superato. Per questo motivo i ricercatori hanno ideato un divertente studio di verifica: hanno messo delle banconote da un dollaro su un ramo di un albero e chinato il ramo in modo che si estendesse su uno stretto sentiero all’altezza della testa delle persone che si fossero trovate a percorrerlo così da rendere inevitabile spostarlo o spostarsi per non entrarne in contatto con il volto.

Risultato: la stragrande maggioranza delle persone ha evitato l’albero dei soldi. Ma hanno preso coscienza dei soldi ? No, la maggior parte delle persone non è riuscita a notare il denaro. Pochissimi soggetti hanno esaminato i soldi o hanno preso le banconote da un dollaro.

A tutti noi hanno detto che i soldi non crescono sugli alberi. Ma anche se fosse vero il contrario, questa ricerca sembra dimostrare che le persone passerebbero davanti all’albero dei soldi senza averne consapevolezza.

Quindi, in generale , i ricercatori affermano a conclusione della loro ricerca che non possiamo ritenerci al sicuro quando stiamo contando solo sul nostro “autopilota”. Gran parte degli spostamenti comporta una pianificazione, che il pilota automatico non è in grado di fare. La pianificazione è compito della consapevolezza cosciente. Questo probabilmente è il motivo per cui dimentichiamo di fermarci al negozio tornando a casa: la coscienza è responsabile della pianificazione mentre il pilota automatico può solo seguire la strada ed eventualmente fare piccoli aggiustamenti per evitare gli ostacoli.

Inoltre, il pilota automatico “vede” sì gli ostacoli, ma non è in grado di analizzarli coscientemente rispondendo ad essi in modo diverso a seconda che siano automobili, camion, biciclette, pedoni o alberi.

Si pensi allora all’utilizzo del telefono cellulare mentre si guida o si cammina, dal quale ne consegue che praticamente, impegnati con il telefono, si potrà contare per la guida solo sul pilota automatico: l’autopilota ci potrà portare a casa, ma non riuscirà a fermarci al negozio; ci aiuterà ad evitare gli oggetti, ma non potrà riuscire a prevedere come si comporteranno in particolare gli ostacoli, mettendoci a serio rischio di incidente; si muoverà intorno un ostacolo, ma non noterà se questo è interessante.

Con l’autopilota non riconosceremo i soldi e quindi non riusciremo a vedere il denaro che cresce su l’albero.

Pubblicato il 28 Aprile 201419 Febbraio 2022

PERCHE’ L’ULTIMO FIGLIO E’ SEMPRE IL PIU’ PICCOLO?

La risposta ci arriva da uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori australiani della Swinburne University of Technology: si tratta della sindrome ‘baby illusion’ che porta le mamme a vedere gli ultimogeniti più bassi di quanto non siano realmente.

bluesbros1
Gli studiosi, guidati da Jordy Kaufman, parlano di una condizione che, in italiano, può essere tradotta come l'”illusione dell’ultimo nato”.

Quando nasce il secondo – ma anche il terzo o il quarto figlio – i fratelli maggiori diventano grandi all’improvviso mentre l’ultimo nato diventa, automaticamente, il più piccolo. I ricercatori hanno intervistato 747 donne con più di un pargolo chiedendo loro di stimare l’altezza dei propri bambini. Gli studiosi hanno così potuto rilevare che, mentre l’altezza dei figli maggiori era sempre corrispondente alla realtà e con basso margine di errore, la maggior parte delle mamme (il 70%) percepiva invece gli ultimi nati come più bassi, in media, di 7,5 centimetri rispetto alla realtà.

Articolo completo su Current Biology

Pubblicato il 21 Aprile 201419 Febbraio 2022

COPPIE PIU’ FELICI SE DORMONO VICINO

Le coppie piu’ felici e appagate sono quelle che dormono con i corpi vicini. Ad asserirlo è lo psicologo Richard Wiseman della University of Hertfordshire (Regno Unito), nel suo nuovo studio presentato all’International Science Festival di Edimburgo.

coppia
L’indagine ha coinvolto un campione di mille persone, chiedendo di descrivere la loro posizione di sonno preferita e di valutare la loro personalità e la qualità della loro relazione di coppia. “E’ la prima ricerca ad esaminare le posizioni durante il sonno delle coppie per farsi un’idea della loro relazione”, ha spiegato Wiseman.
Per giudicare il proprio benessere relazionale basta rispondere spontaneamente alla domanda: “Qual e’ la posizione che preferisci assumere quando dormi in coppia?” Dai dati e’ emerso che la posizione piu’ popolare per le coppie e’ quella back to back (schiena contro schiena) (41%) rispetto al dormire a cucchiaio, cioe’ rivolti entrambi verso la stessa direzione (31%) o volto-volto (4%). L’elemento piu’ importante e’ risultato mantenere il contatto durante il sonno, toccarsi, anche solo lievemente. “Il 94 per cento delle coppie del campione che hanno dichiarato di restare in contatto durante la notte apparteneva al gruppo delle relazioni piu’ felici”, ha detto Wiseman. Piu’ vicini si resta di notte, migliore sara’ la relazione.
Estroversi e creativi
Il lavoro ha anche rivelato che gli estroversi tendono a passare la notte vicino ai loro partner, e i più creativi tendono a dormire sul loro lato sinistro.

Articolo completo su: http://www.herts.ac.uk/about-us/news/research-reveals-what-your-sleeping-position-says-about-your-relationship

Pubblicato il 17 Aprile 201419 Febbraio 2022

INTELLIGENTE? SI VEDE DALLA FACCIA!

Le caratteristiche del viso di un uomo contengono alcuni indizi sulla sua intelligenza? Quelli della donna no.

George_Clooney_Sezione_Aurea_volto

I ricercatori della Charles University di Praga hanno reclutato 80 studenti (40 ragazzi e 40 ragazze), che hanno completato un test di QI e sono stati fotografati con un’espressione neutra. Altri 160 studenti hanno valutato le 80 fotografie per intelligenza o per attraenza.

RISULTATI:

  1. Le persone che sono state percepite come più attraenti avevano anche la tendenza a essere percepite come più intelligenti. Questo legame tra bellezza e intelligenza percepita era più forte per i volti femminili che per i volti maschili.
  2. Sono stati valutati come più intelligenti proprio gli uomini con un più alto QI, basandosi unicamente sulla loro fotografia. Per le donne, invece, i ricercatori non hanno trovato alcun legame statisticamente significativo tra l’intelligenza percepita e il QI reale.

Esaminando le caratteristiche geometriche dei volti , i ricercatori sono stati in grado di determinare un legame tra certe caratteristiche facciali e l’intelligenza percepita, sia per gli uomini che per le donne .

“In entrambi i sessi, un volto più stretto con un mento più sottile e un grande naso prolungato caratterizza lo stereotipo previsto di alta intelligenza, mentre un viso piuttosto ovale e ampio con un mento enorme e un naso piccolo caratterizza la previsione di scarsa intelligenza“, hanno detto i ricercatori.

journal.pone.0081237.g002

Ma queste caratteristiche facciali sono state associate solo con l’intelligenza percepita; i ricercatori infatti non hanno trovato alcun legame tra questi tratti facciali e i punteggi QI reali.

“Questi volti di presunta alta e bassa intelligenza probabilmente non rappresentano niente di più che uno stereotipo culturale, perché questi caratteri morfologici non correlano con la vera intelligenza dei soggetti “, sottolineano i ricercatori.

Articolo completo su PLOS one.org

Pubblicato il 15 Aprile 201419 Febbraio 2022

11 INDICATORI DELLO STATO DI SALUTE DELLA COPPIA

Quali segni osservabili ci possono aiutare a  valutare lo stato di salute della coppia?

una-coppia-innamorata-disegni-da-colorare.png


Ecco qui presentati gli 11 indicatori selezionati da Susan Krauss Whitbourne:

  1. Vuole passare del tempo con te.
  2. Chiede della tua giornata.
  3. Si fida di te. 
  4. Ti aiuta quando ne hai bisogno.
  5. Mostra rispetto per le tue opinioni.
  6. Si confronta nel prendere decisioni.
  7. Dimostra vicinanza emotiva e fisica.
  8. Ti guarda.
  9. Gli piace parlare del passato.
  10. È disposto ad andare in capo al mondo per te e per il vostro rapporto.
  11. Ti fa sentire bene con te stesso.

Leggi l’articolo completo su Psychology Today.

Psicologo Marco Pagliai Facebook

 

Pubblicato il 15 Aprile 201419 Febbraio 2022

SE L’UOMO FORZUTO FA LA MAGLIA

Ettore è un uomo STRAORDINARIAMENTE forte e ammirato dai colleghi, che segretamente ama lavorare a maglia.

ettore

Quella di Ettore è solo una delle storie pubblicate da “ settenove ”, piccolissima casa editrice fondata dalla trentenne Monica Martinelli, con una laurea in giurisprudenza e tanta voglia di fare qualcosa contro la violenza sulle donne.

Ha quindi deciso di proporre favole per bambini contro gli stereotipi, ritenendo che l’unico modo per affrontare davvero il problema posto dal dramma continuo dei femminicidi – problema culturale e non un’emergenza – sia partire dall’educazione dei più piccoli.

«I nostri libri liberano la fantasia, non la rinchiudono. A imbrigliarla sono piuttosto gli stereotipi, i canoni prefissati che tanti autori difendono, e ripetono. – dice Monica Martinelli – Le nostre storie non fanno altro che proporre dei modelli nuovi».

Articolo completo su L’espresso.

Pubblicato il 10 Aprile 201419 Febbraio 2022

IO, PSICOLOGO DEI SENTIMENTI

«IO, PSICOLOGO DEI SENTIMENTI»
«Questo è un album che dovrebbe essere diffuso anche negli studi dello psicologo»… così Biagio Antonacci esordisce alla presentazione del suo nuovo album, perchè dice:«l’amore è una terapia».
L’amore comporta, Biagio Antonacci: l’intervista completa su Vanity Fair.it #psicologia #psicologo

Pubblicazione di Psicologo Marco Pagliai.

http://www.vanityfair.it/show/musica/14/04/08/biagio-antonacci-album-l-amore-comporta-intervista-video

Pubblicato il 26 Marzo 201419 Febbraio 2022

MARIJUANA: DA ANSIOLITICO AD ANSIOGENO

MARIJUANA: DA ANSIOLITICO AD ANSIOGENO

MARIJUANA: DA ANSIOLITICO AD ANSIOGENO

l43-farmaci-cannabinoidi-120423200819_medium

 

Un gruppo internazionale di ricercatori guidato dalla Vanderbilt University ha scoperto i recettori dei cannabinoidi nel nucleo centrale dell’amigdala attraverso i quali la marijuana esercita i suoi effetti nella regolazione dell’ansia.
La scoperta, pubblicata sulla rivista Neuron, potrebbe contribuire a spiegare perché i consumatori di marijuana dicono di farlo principalmente per ridurre l’ansia.
I ricercatori hanno anche dimostrato, per la prima volta, come le cellule nervose in questa parte del cervello producono e rilasciano i propri endocannabinoidi naturali.
Ma attenzione, se i cannabinoidi “esogeni” della marijuana possono ridurre l’ansia, l’uso cronico del farmaco deprime i recettori, con una crescita paradossale dell’ansia.

Articolo completo su: Neuron, Volume 81, Issue 5, 1111-1125, 5 March 2014.

http://www.cell.com/neuron/retrieve/pii/S0896627314000178

Pubblicato il 26 Marzo 201419 Febbraio 2022

CANDY CRASH: PLAY IT AGAIN

CANDY CRASH: PLAY IT AGAIN

CANDY CRASH: PLAY IT AGAIN
SUPERARE LA FRUSTRAZIONE PORTA SOLLIEVO
“Quando si raggiunge l’apice della frustrazione, Candy Crush offre un modo per sconfiggerla e provare sollievo e soddisfazione”, spiega ora Nicole Lazzaro, inventrice e ricercatrice del gioco, al quotidiano londinese Financial Times. E il segreto del successo del giochino è proprio questo cocktail di frustrazione seguita da profonda gratificazione. Non sono sensazioni scatenate a caso. La frustrazione, osserva l’ideatrice di Candy Crush, è una delle quattro emozioni che ogni gioco di questo genere deve mettere in moto. Le altre tre sono curiosità, desiderio e divertimento.
“Quando impari ad azionare i tuoi responsi pavloviani nel modo giusto, – dice Mathias Crawford, che insegna “game design” (come disegnare un gioco) alla Stanford University – sei inevitabilmente portato a rispondervi”. Cioè a continuare a giocare. E a fare guadagnare sempre più soldi ai creatori del giochino che sta conquistando la terra.
E’ questo il segreto commerciale dietro il successo planetario di Candy Crush. Un segreto con una base psico-scientifica, che ora viene illustrato in apposite classi su e giù per la Silicon Valley californiana, dove altri protagonisti della rivoluzione digitale lo studiano attentamente con l’obiettivo di imitarlo.

f00546dc-9568-4e98-950a-11372590403f.imgArticolo completo su Financial Times: http://www.ft.com/cms/s/2/09c98cea-b025-11e3-8efc-00144feab7de.html#axzz2x0Mrc5td

Paginazione degli articoli

Pagina precedente Pagina 1 Pagina 2 Pagina 3 Pagina successiva

Officine della Mente Srl Stp
contrà Santa Corona, 13 | 36100 Vicenza
C.F. e P.IVA 04537470249
info@officinedellamente.it

Admin

  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org
  • FACEBOOK
  • INSTAGRAM
  • YOUTUBE CHANNEL
INFORMAZIONI LEGALI E PRIVACY Proudly powered by WordPress
Consenso per l'utilizzo dei cookies
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web. Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo.. Cliccando su "Accetta tutti" acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Impostazione dei cookies" per fornire un consenso controllato..
Impostazioni dei CookiesAccetta tuttiRifiuta tutti
Rivedi il consenso cookies

Panoramica sulla privacy

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito. Di questi, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito web. Potremmo utilizzare anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e capire come utilizzi questo sito web. Questi cookie verranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. Tuttavia, la disattivazione di alcuni di questi cookie potrebbe influire sulla tua esperienza di navigazione.
Per visitare la pagina relativa ai cookies clicca qui: Privacy policy
Necessari
Sempre abilitato
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito web. Questi cookie garantiscono le funzionalità di base e le caratteristiche di sicurezza del sito web, in modo anonimo.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-advertisement1 yearSet by the GDPR Cookie Consent plugin, this cookie is used to record the user consent for the cookies in the "Advertisement" category .
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
CookieLawInfoConsent1 yearRecords the default button state of the corresponding category & the status of CCPA. It works only in coordination with the primary cookie.
PHPSESSIDsessionThis cookie is native to PHP applications. The cookie is used to store and identify a users' unique session ID for the purpose of managing user session on the website. The cookie is a session cookies and is deleted when all the browser windows are closed.
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Funzionali
I cookie funzionali aiutano a svolgere determinate funzionalità come la condivisione del contenuto del sito Web su piattaforme di social media, la raccolta di feedback e altre funzionalità di terze parti.
Performance
I cookie per le prestazioni vengono utilizzati per comprendere e analizzare gli indici chiave delle prestazioni del sito Web che aiutano a fornire una migliore esperienza utente per i visitatori.
Analitici
I cookie analitici vengono utilizzati per capire come i visitatori interagiscono con il sito web.
CookieDurataDescrizione
CONSENT2 yearsYouTube sets this cookie via embedded youtube-videos and registers anonymous statistical data.
Pubblicitari
cookie pubblicitari vengono utilizzati per fornire ai visitatori annunci e campagne di marketing pertinenti.
CookieDurataDescrizione
VISITOR_INFO1_LIVE5 months 27 daysA cookie set by YouTube to measure bandwidth that determines whether the user gets the new or old player interface.
YSCsessionYSC cookie is set by Youtube and is used to track the views of embedded videos on Youtube pages.
yt-remote-connected-devicesneverYouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video.
yt-remote-device-idneverYouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video.
yt.innertube::nextIdneverThis cookie, set by YouTube, registers a unique ID to store data on what videos from YouTube the user has seen.
yt.innertube::requestsneverThis cookie, set by YouTube, registers a unique ID to store data on what videos from YouTube the user has seen.
Altri
Altri cookie non classificati in una categoria specifica.
ACCETTA E SALVA
Powered by CookieYes Logo